
Tutti e due tacevano. Ella seduta, l’uomo in piedi, atterrito dal suo turbamento, non osando sederlesi accanto. Ricominciarono a cantare i violini, che venivano accordati, e un flauto, e d’un tratto un senso di terrore s’impadronì di loro
Cechov, La signora col cagnolino
lunedì 11 ottobre 2010
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lunedì 4 ottobre 2010
Viaggiarono attraversando boschi e prati sui quali aleggiava il profumo della frutta. Quando varcarono il confine, i monti e le città scomparvero e la donna cominciò a piangere. "Chérie" disse "ho le vertigini. Qui tutto è senza fine".
S. Màrai, Le braci
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sabato 4 settembre 2010
Manichini di Monaco

questi manichini posano sghembi stasera
a Monaco, obitorio tra Parigi e Roma,
nudi e calvi nelle loro pellicce
(..)
insopportabili, senza intelletto.
S.Plath
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lunedì 30 agosto 2010
martedì 3 agosto 2010
giovedì 1 luglio 2010
Le mie notti finirono un mattino.

Limen era la soglia, l’ingresso, qualcosa cioè che consentiva di accedere a un altro luogo."
Il simbolismo che accompagna il rito di passaggio esprime spesso questo stato ambiguo. La liminalità é di frequente assimilata alla morte, allo stare nell'utero, all'invisibilità, alle tenebre, alla bisessualità, alla selvatichezza e a un'eclisse di sole o luna.
"Gli esseri liminali sono difficilmente definibili: non sono né una cosa né l’altra, ma sono sia l’una che l’altra; non sono né qua né là, ma sono in tutti i punti che permettono la separazione tra un "di qua" e un "di là"; non hanno ruolo né status, non esiste struttura o gerarchia: sono una tabula rasa. "
Victor Turner parlando dei riti di passaggio e della struttura della società
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domenica 13 giugno 2010
Erostrato

Ero molto gentile con loro, per principio, quantunque detestassi di stringer loro la mano. Si toglievano i guanti per salutare, avevano un modo osceno di denudare le mani, di rivoltare il guanto e di farlo scivolare lentamente lungo le dita mettendo in mostra la nudità grassa e sgualcita della palma. Io mi tenevo sempre i guanti.
Sartre "Il muro"
Erostrato (... – ...) è stato un oscuro cittadino di Efeso, di professione pastore, che, per immortalare in qualche modo il suo nome, incendiò e distrusse il celeberrimo tempio di Artemide il 21 luglio del 356 a.C. Il suo gesto ha fornito ispirazione per la coniazione di neologismi utilizzati in varie lingue, come l'italiano erostratismo, con cui si indica un "patologica ansia di sopravvivere nella memoria dei posteri".
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